mezzaTCE 21 km

mezzaTCE

 

mezzaTCE = Percorso 21 km con 1.200 m+

partenza ore 8.45

partecipanti max 400

pettorale colore ROSSO

ristori 7

materiale obbligatorio bicchiere personale o borraccia

controlli a sorpresa

cronometraggio con chip

 

ATTENZIONE L'EDIZIONE 2019 PRESENTERA' UNA VARIANTE DI PERCORSO TRA IL KM 7 E IL KM 9.

La distanza aumenta di circa 300 metri il dislivello di circa 80 m+.

 

Traccia percorso 21 km - Rev. 2019 (file .gpx)

profilo mezzaTCE

 

il percorso TCE 21 km su Tracedetrail.com

 

DESCRIZIONE PERCORSO

0-7 km

Si parte sempre da Villa di Teolo, ma tre quarti d'ora dopo le 8, per lasciare il tempo al gruppone della 42 km di superare l'asperità rocciosa del Pirio.

Si sfila in gruppo al fianco della trattoria "vecchio tram" dove un tempo arrivava il treno da Padova centro. Dopo un primo tratto pianeggiante e un brevissimo su e giù si inizia a salire, su per la dorsale del monte Arrigon. La strada sterrata, solo a tratti cementata, sale nel bosco alternando brevi strappi a graditi tratti di falsopiano. In località Terre Bianche il panorama si apre a destra verso gli abitati di Castelnuovo e Teolo, verso la lama rocciosa di Rocca Pendice, dominata dai ruderi del castello della Speronella (sec. X), ma anche verso il Monte della Madonna e il Monte Grande che costituiscono l'ultima dura prova di questo tracciato.

Da qui il sentiero si fa stretto e zigzaga nella boscaglia risalendo la ripida cresta del monte Pirio per poi spianare a quota 328. Saltando e schivando le affioranti rocce trachitiche si prende a scendere con l'aiuto di alcune funi tese, grazie alle quali si supera senza pericolo, una discesa da capogiro! Ancora una breve salita per aggirare un'altura senza nome e raggiungere la strada che punta verso il bizzarro campanile di Castelnuovo (qui c'è il bivio 42 km / 21 km). 


7-9 km (variante 2019)

Chi ha scelto di correre la "mezza" adrà via dritto in leggera discesa. Abbandonando presto l'asfalto appena raggiunto il primo tornante della strada militare del Venda. Da lì si sale lungo il sentiero N in leggera salita fino all'incrocio con il sentiero "2" che si imbocca in discesa fino a ricongiungersi con l'Altavia (percorso 42 km) appena sopra le "Forche del Diavolo" (sperone roccioso noto anche come "Denti de ea vecja"). Una breve discesa ma molto tecnica conduce al ristoro posto presso la trattoria "Al Sasso".


9-13 km

Il tempo di attraversare la strada e si è di nuovo nel bosco lungo una valle umida e buia, poi vigneti, poi ancora bosco costeggiando le Forche del Diavolo prima e il monte delle Forche poi. 
Da qui ci si lascia andare lungo una comoda strada bianca fino al passo del Vento dove poi si prende a scendere con maggiore decisione prima per strada poi per ripido sentiero nella valletta di Zovon. Si è al ponte del Riposo. Toponimo significativo in chiave della salita che seguirà!


13-21 km

Qui inizia il vero banco di prova, il calvario del monte della Madonna. La stradina asfaltata sale decisa verso Teolo. La si segue per qualche centinaia di metri per poi lasciarla alla volta del monte Comun e quindi del monte Altore. Nel bosco di castagni la salita inizia a diventare impegnativa. Poi è la volta di un vigneto e della sella che collega al Monte della Madonna. Il ripido sentiero intagliato nelle rocce esposte al sole su cui crescono le opunzie (piccoli fichi d'india) porta al romitorio di sant'Antonio abate (detto "porcelletto" per via delle raffigurazioni popolari in cui si trova al suino da cui, secondo la tradizione, avrebbe tratto la cura per il fuoco di sant'Antonio, da cui anche sant'Antonio "del fogo". Si tratta di un ex monastero benedettino del trecento con la chiesetta, il piccolo campanile e la grotta della Madonna. Nel fondo della grotta c'è una delle più alte sorgenti dei Colli Euganei, a quota 350 m).

La salita è dura, molto dura, anche per i più allenati. E' praticamente impensabile riuscire a correre con queste pendenze dopo oltre 35 km. Da Sant'Antonio alla cima del colle ci sono ancora 120 metri di dislivello, un affaccio incantevole sulla pianura ("il salto delle volpi", trampolino di lancio per deltaplani e para-pendii) e qualche probabile visione mistica. Il tempo di ristorarsi e tirare il fiato e dalla cima del colle ci si proietta al passo delle Fiorine, area verde di indubbia bellezza frequentatissima dai padovani nei fine settimana di primavera ed estate. Ci sono ancora mezzo chilometro di salita e 130 metri di dislivello. La strada bianca sale comoda a tornanti sul Monte Grande, ma a questo punto la fatica fa sembrare impossibile qualunque salita. Una volta in cima, vista la caratteristica antenna a sfera, ci si può finalmente concentrare per l'ultima ma intensa discesa.

Tre chilometri, metà sentiero, ripido stretto e tecnico, metà strada, via Groppetto, con una pendenza estrema che mette a durissima prova la tenuta dei quadricipiti femorali (alcuni si trovano costretti a scendere in retromarcia!). Quando poi la pendenza si calma e la strada piega a gomito verso destra si iniziano a sentire le voci dell'arrivo, quindi a sentire gli applausi degli spettatori ai bordi del sagrato della parrocchiale. E' villa di Teolo con lo striscione e il banchetto dell'organizzazione. Si entra nel cortile parrocchiale ed è ... finita!

MAPPA PERCORSI 42 / 21 km - con Ristori - (cliacca per aprire e scaricare)

mappa_TCE

Classifiche TCE e 1/2 TCE

classifica19

 
 

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